Morire? Ma ne siamo proprio certi che moriremo?

 

Fanny Moisseieva nacque il 1° gennaio 1895 da una famiglia russa di vecchio stampo, severa. La sua vita è stata tesa per naturale predisposizione, verso la vita religiosa tramite una fede vivissima...

...Quando era ricoverata in un ospedale di Han-Kow per una malattia di cuore, nel 1928, essa cadde in un profondo sonno letargico che durò nove giorni. Il racconto di ciò che essa vide nel lungo sonno della letargia è tutto ispirato ad una immensa fede nel Signore Iddio e nell'Eterna Verità, che sola sarà premiata in cielo. Rivolgiamoci perciò a quest'opera con assoluta serietà e leggiamola con tutta la nostra attenzione, poichè essa ne è indubbiamente degna.

Colonnello N. MOISSEIEV


Nota - L'autrice è una signora russa. Come è noto, i cattolici in Russia sono pochi, la religione predominante è quella ortodossa. Dato che il presente volume è di carattere religioso, il lettore può domandarsi: a quale religione appartiene l'Autrice e non saranno le sue idee in contrasto con la mia fede? Ed è per questo motivo che si presentò la necessità di informare il lettore che l'Autrice di questo libro F. E. Moisseieva, appartiene alla religione Cristiana Cattolica Apostolica Romana.


Sac. Nicola Bratko

Aiutante di Studio nella Pontificia Commissione per la Russia

17 agosto 1934

Certificato che l'autrice del libro la signora Fanny Moisseieva è russa cattolica di rito bizantino-slavo, anima elevata e profondamente religiosa.

Sac. N. Bratko - Vaticano


Dalla parte prima

PRIME IMPRESSIONI

"Qualche tempo dopo l'attacco cardiaco, allorchè, in seguito all'apparente miglioramento, il dottore se ne andò, si impadronì di me una sonnolenza strana, e mi addormentai.

O, forse, il mio non era sonno?

Trovandomi in questo particolare stato di assopimento io sentivo una incredibile rilassatezza fisica. Ebbi inoltre una strana sensazione di sdoppiamento del mio essere: non saprei come chiamare quello stato in cui mi trovavo ma in determinati momenti io precepivo un senso di paura... Mai nella vita avevo provato a trovarmi in una condizione così infinitamente penosa e strana, e mi smarrisco non sapendo come spiegare tutto quanto. I pensieri si inseguivano velocemente, come onde in tempesta, e volavano lontano lontano, il corpo aveva cessato di obbedirmi e le braccia sebrava fossero paralizzate; malgrado tutto questo, io cercavo di resistere: volevo vivere e con la volontà facevo uno sforzo per svegliarmi, ma non potevo muovermi e neppure respirare.

- Tutto è finito! - pensai.

D'un tratto un brivido strano mi strisciò lungo la schiena e mi parve di essermi staccata da qualche cosa e ridotta in polvere come se non esistessi più.

Non saprei dire dopo quanto tempo, mi trovai nel mezzo della corsia, trasformata da una ignota forza in un essere leggero, quasi etereo, ben diversa insomma da quella che mi sentivo poco prima, quando ero a letto. Mi parve di essermi liberata da una veste pesante che mi fosse di imbarazzo. Involontariamente chinai gli occhi e mi accorsi che stavo in piedi completamente nuda. Poi levando lo sguardo, scorsi tutta la corsia coi malati e, vergognandomi infinitamente della mia nudità tentai di coprirla con le mani e mi diressi verso il primo letto per coricarmi nuovamente...

Con inesprimibile stupore vidi me stessa giacente immobile sul letto. Mi meravigliai come mai fosse possibile stare in piedi e coricata allo stesso tempo. E subito la mia coscienza mi disse che si iniziava un'altra vita, sino ad allora ignota e la parola umana "morte" mi sembrò sciocca ed assurda. Sentivo chiaramente e comprendevo che la morte non esiste e che la vita non si interrompe. Il mio corpo mi sembrava morto, nè io lo rimpiangevo. Solo compiangevo me stessa - tremavo per la mia sorte. - Che cosa avverrà ora di me? - pensavo - e dove passerò l'Eternità? Mi accorsi in pari tempo che l'udito diventava molto fine, sensibile al minimo appena percettibile rumore, e che al tempo stesso la mia vista diventava più chiara e più acuta: tutto vedevo in una luce nuova, molto nitida (quindi, non appena "morti", il Signore ci ridà un altro corpo pur se in una dimensione diversa! VEDIAMO e SENTIAMO, SIAMO VIVI! - N.d.R ). Attraverso la finestra vidi volare dei giovani luminosi, ammantati di bianco: le loro teste erano circondate da una luce gialla simile ad una aureola. Essi si raggrupparono vicino a me, come se attendessero qualcosa.

Nello stesso istante, nella corsia irruppe una folla di spiriti dall'aspetto ributtante e maligno. Le loro facce disgustose riflettevano malignità e perversità. Senza maschera, essi facevano delle smorfie e si contorcevano come se litigassero fra loro, riempiendo la corsia col fracasso delle loro voci grossolane. Ad un certo momento, vidi con terrore che le loro facce si volgevano verso di me e che i loro occhi orribili e penetranti, mi fissavano. Che orrore! Notai anche che si avvicinavano, e allora cacciai un urlo di dolore e di folle spavento.

Ad un tratto la corsia fu illuminata da una forte luce e qualcuno mi rivestì di un abito leggero e profumato. Poi, presami per mano, mi disse: "Non temere! Finchè sei con me, essi non ti toccheranno".

Essi però erano già scomparsi nel momento dell'apparizione della Luce, ed io non riuscii neppure a scorgere dove fossero spariti. La voce udita poc'anzi continuò: "Tu sei della nostra stirpe, mentre essi non hanno nessuno dei nostri. Sono venuto da te per mostrarti la verità su ciò che esiste e su ciò che avverrà". In quel tempo attorno a noi si era formata una specie di luce nella quale, come in un qerostato, cominciammo a salire in alto. Un attimo e la città sparì dinazi ai miei occhi. Il mio compagno mi disse: "Adesso vedrai come passano dalla vita terrena a quella eterna le anime dei peccatori, e come vi passano quelle dei giusti".

Io vidi come i mali spiriti si disputavano l'un l'altro le anime che tremavano miserevolmente. Al vedere da lontano gli Angeli, queste anime tendevano verso di essi le loro misere braccia. E vidi anche con qual trionfo invece, con quale giubilo e con quali canti, gli Angeli portavano su le anime dei giusti.

"Perchè nel mondo esistono spiriti buoni e spiriti cattivi?" chiesi al mio compagno. Ed Egli mi spiegò che in principio Dio aveva creato il mondo spirituale e immortale degli Angeli ed aveva dato loro il diritto di rimanere con Lui o lasciarlo, come avrebbero preferito. Alcuni di loro si mossero contro Dio, senza nutrire gratitudine alcuna per il bene che aveva loro elargito, e con ciò indussero in collera il loro Creatore che li scacciò dal cielo perchè indegni di starvi, maledicendo in pari tempo l'arcangelo Sataniele che li aveva sollevati e che fu da lui chiamato "diavolo-satana". Cacciati che furono dal cielo, gli angeli caduti perdettero la loro santità e sotto ormai ben diverso aspetto si rifugiarono sui diversi pianeti, privi della grazia di Dio. Alcuni di essi caddero sulla terra e, eterni nemici di Dio come erano e come sono, cominciarono ad insegnare la disobbedienza ed il male a tutte le creature.

Io ti espongo solo il principio delle verità divine, ma nelle mie parole c'è l'essenza di tutta la profondità del pensiero universale.

Passarono millenni. Dio si era accorto in quali difficoltà si dibattevano gli uomini sulla terra, dove si trovavano in competa balìa della potenza satanica, non potendo così entrare nel Regno dei Cieli. Allora per la salvezza delle anime umane, Dio inviò sulla terra il Suo Figlio Unico, indivisibile dal Padre e dallo Spirito Santo, così come dal sole sono indivisibili la luce ed il calore".

... segue

(con il tempo inseriremo altre parti del libro)

(cft... Fanny Moisseieva, Il mio sonno letargico di 9 giorni -ciò che ho visto-, Edizioni Segno)


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