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LA PAROLA DEL PARROCO |
Potrei dire che ogni mese dell'anno porta con sé qualche
grazia particolare che il Signore nel suo amore elargisce alla sua Chiesa. Una
grazia di questo mese ci verrà sicuramente dall'esperienza sempre bella e ricca
della visita alle famiglie per la preghiera e la benedizione natalizia.
E' un'esperienza certamente dal versante umano per i tanti e
diversi incontri familiari e personali che a noi preti è dato di fare. Ogni
famiglia, ogni persona ha qualcosa da darci e una parola da comunicarci.
Personalmente vorrei essere capace di ascoltare con attenzione particolare
quelli che non vedo mai in Chiesa e che forse vivono una fragile esperienza di
fede; vorrei poter dire a loro che mi stanno particolarmente a cuore ma che
soprattutto sono nel cuore di Dio che guarda tutti e ciascuno con occhi di amore
e di misericordia. Vorrei davvero che il mio passare assieme al nostro
seminarista per le famiglie della parrocchia, non fosse vissuto come un
"rito di Avvento" o come un simpatico scambio di auguri, ma come
un'occasione di annuncio e di preghiera; un'occasione familiare
e straordinaria; un vero momento di grazia che pur nella inevitabile
velocità e in un clima di grande umanità, diventa per tutti un incontro con
Gesù.
Vorrei sentirmi parte di una Chiesa che sente l'urgenza
della missione; che si prende a cuore l'annuncio del Vangelo; l'Arcivescovo
parla di nuovo slancio missionario; parla del volto missionario della Chiesa di
Milano. Vorrei dire al cuore di ciascuno che il Signore Gesù è l'unico Signore
e salvatore. Natale non ricorda solo un evento lontano nella storia ma anche la
certezza che questo evento per la grazia dello Spirito santo è sempre
contemporaneo e interpella ciascuno.
Cristo oggi e qui, nella Chiesa sparsa sulla faccia della
terra e in questa Chiesa locale del Ceredo, bussa alla porta e chiede di entrare
nella vita di ciascuno non in modo generico ma personale; vuole essere il mio
Signore e il mio salvatore; vuole essere Signore e salvatore della mia famiglia,
della mia storia, della mia professione e della mia vocazione.
L'Arcivescovo nella sua lettera pre il triennio insiste
molto sull'incontro personale con Cristo; la salvezza non è una filosofia o una
morale ma è una persona, è Cristo che continuamente mi si fa incontro
chiedendomi di diventare il Dio della mia vita. Dice l'Arcivescovo Dionigi:
"Con tutta la forza del nostro cuore, con intima convinzione e adesione
totale, confessiamo che Gesù cristo, e solo Lui, è il sommo bene. Niente
dentro di noi e attorno a noi vale più di Gesù. Nessuno, neppure il più
grande della terra, vale più di Gesù, Lui è insuperabile".
Questo Gesù vorrei potere e sapere dire con forza alle
famiglie della mia comunità. Per aiutare tutti e ciascuno in questo cammino di
avvicinamento a Cristo, oltre ai soliti impegni e proposte di Avvento che già
si sanno, quest'anno vorremmo vivere le domeniche insieme in oratorio, genitori
e figli (ogni domenica una classe di catechismo). Faremo la messa insieme;
proponiamo il pranzo comunitario e un momento di annuncio nel pomeriggio rivolto
sia ai ragazzi che ai genitori.
Anche l'immaginetta di Natale che viene data durante la
benedizione natalizia vogliamo che quest'anno abbia il sapore dell'annuncio del
Vangelo; un gruppo di parrocchiani si è impegnato a mettere su ogni immaginetta
una frase della Parola di Dio che ha incontrato nella preghiera personale. La
Parola di Dio tocca il cuore e lo apre al mistero. Un altro segno che vogliamo
promuovere per tutto l'anno pastorale (l'iniziativa è già partita dopo la
festa dell'Oratorio) è il passaggio nelle famiglie per una settimana di una
statua di Gesù Bambino con l'impegno per ogni famiglia a ritrovarsi ogni sera
in preghiera e leggendo la Parola di Dio (il tutto per una decina di minuti).
L'Avvento e il Natale che ci prepariamo a rivivere sono sicuramente una grazia
grande; l'impegno alla testimonianza di fede che il Vescovo ci ha affidato ci
aiuterà a calare questa grazia nei nostri cuori e nei cuori di tanti fratelli e
sorelle.